Hai inviato la fattura, hai aspettato la conferma di consegna e invece ti è arrivata una Notifica di Scarto (NS) con un codice numerico tipo 00400 o 00404. Niente panico: lo scarto SDI non è una sanzione, è un controllo automatico che ha trovato qualcosa che non torna nel file XML. La fattura non è mai arrivata al cliente, è considerata fiscalmente non emessa e hai 5 giorni per correggerla e rimandarla con la stessa numerazione. Questa guida ti elenca tutti i codici di scarto piu frequenti, la causa esatta e la soluzione operativa.
Cosa significa "fattura scartata"
Bisogna distinguere due situazioni che spesso vengono confuse:
- Scarto SDI (Notifica di Scarto, NS): il Sistema di Interscambio rifiuta il file XML perche non passa i controlli formali o di contenuto. La fattura non e mai stata emessa dal punto di vista fiscale.
- Mancata consegna (Notifica di Mancata Consegna): il file XML era valido, lo SDI lo ha accettato ma non e riuscito a recapitarlo al destinatario (es. PEC piena o canale del destinatario non raggiungibile). In questo caso la fattura e emessa: il documento viene reso disponibile nell'area riservata di Fatture e Corrispettivi.
Lo scarto ha una conseguenza precisa: la fattura si considera non emessa (Provvedimento Agenzia Entrate del 30 aprile 2018, punto 2.4). La circolare 13/E del 2 luglio 2018 indica come soluzione preferibile ritrasmetterla entro 5 giorni dalla notifica di scarto, con la stessa data e lo stesso numero. Se non è possibile, la circolare ammette una fattura con numero e data nuovi collegata a quella scartata, ad esempio con una numerazione dedicata in un registro sezionale (1/R al posto della n. 1).
Tabella riassuntiva dei codici di scarto piu frequenti
I codici sono normati nelle Specifiche tecniche FatturaPA pubblicate dall'Agenzia delle Entrate. Ecco i piu comuni che vedrai nella tua dashboard:
| Codice | Descrizione | Livello | Severita |
|---|---|---|---|
00200 | File non conforme al formato (schema XSD) | Formale | Alta |
00300 | Codice fiscale o P.IVA del trasmittente non valido | Formale | Alta |
00301 | P.IVA del cedente non valida | Contenuto | Alta |
00305 | P.IVA del cliente non valida | Contenuto | Alta |
00306 | Codice fiscale del cliente non valido | Contenuto | Media |
00311 | Codice destinatario non valido | Contenuto | Alta |
00400 | Natura mancante con aliquota IVA zero | Contenuto | Alta |
00401 | Natura presente con aliquota IVA diversa da zero | Contenuto | Media |
00403 | Data della fattura successiva all'invio | Contenuto | Media |
00404 | Fattura duplicata (numero già usato nell'anno) | Contenuto | Alta |
00422 | Imponibile del riepilogo diverso dalla somma delle righe | Contenuto | Alta |
00427 | Codice destinatario incoerente con il formato (FPA12/FPR12) | Formale | Alta |
Errori formali (struttura XML)
Sono errori che riguardano la struttura del file: il nome, la firma, il formato. Di solito li causa il software, raramente l'utente.
Causa: il codice fiscale o la partita IVA del soggetto trasmittente (campo
IdTrasmittente) non è valido, di solito per un refuso. Se trasmetti tramite un intermediario o il canale di un software, l'identificativo da indicare è il suo.Soluzione: verifica nel software il codice del trasmittente e, se usi un intermediario (commercialista, software house), chiedigli quale identificativo va indicato.
Esempio: trasmittente con codice fiscale errato per un carattere → scarto.
Causa: il file XML non rispetta lo schema XSD ufficiale (es. tag mancanti, ordine errato, valori fuori dominio). E un errore tecnico, non di contenuto.
Soluzione: aggiorna il software di fatturazione, oppure passa il file al validatore XSD ufficiale per individuare il tag esatto che genera il problema.
Esempio: tag
<DataDocumento> assente nel blocco <DatiGeneraliDocumento>.
Causa: la partita IVA del cedente/prestatore (la tua) non risulta in Anagrafe Tributaria. Quasi sempre è un refuso, oppure il campo contiene spazi, il prefisso "IT" o altri caratteri.
Soluzione: rimuovi spazi, prefisso "IT" e caratteri speciali (il paese va nel campo
IdPaese). Controlla che la P.IVA sia esattamente quella associata al tuo profilo fiscale.Esempio:
IT 12345678901 → corretto in 12345678901.
Causa: la partita IVA del cessionario/committente non risulta in Anagrafe Tributaria: un refuso, un numero inventato o il codice fiscale di un'associazione (11 cifre che iniziano con 8 o 9) scritto nel campo della partita IVA. Lo SDI non controlla le partite IVA estere.
Soluzione: chiedi al cliente la partita IVA per iscritto e verificala con il servizio dell'Agenzia delle Entrate prima di inviare. Se il cliente è un ente senza partita IVA, lascia vuoto quel campo e indica solo il codice fiscale.
Esempio: associazione con codice fiscale
90012345678 inserito come partita IVA → scarto.
Causa: il codice fiscale del cessionario/committente (privato consumatore) non passa l'algoritmo di controllo (lunghezza errata, carattere di controllo sbagliato).
Soluzione: chiedi al cliente di verificare il codice fiscale sulla tessera sanitaria. Per le persone fisiche valida i 16 caratteri alfanumerici; per gli enti i 11 numerici.
Esempio:
RSSMRA85M01H501Z con "Z" finale errata anziche "U".
Errori di numerazione, calcoli e date
Qui i problemi sono tipicamente di contenuto: importi che non quadrano, date incoerenti, numerazioni duplicate.
Causa: per un'aliquota, l'imponibile del riepilogo non corrisponde alla somma delle righe con quell'aliquota, con una tolleranza di 1 euro. Se invece è l'imposta a non corrispondere ad aliquota × imponibile (tolleranza di 1 centesimo), il codice è 00421.
Soluzione: ricalcola riga per riga: totale riga = quantità × prezzo unitario − sconto. Per ogni aliquota somma i totali di riga e applica l'IVA. Tutti i valori a 2 decimali con arrotondamento standard.
Esempio: righe al 22% per 1.000,00 EUR ma riepilogo con imponibile 1.010,00 EUR → scarto 00422.
Causa: con aliquota 0% manca il codice
Natura (00400), oppure la Natura c'è ma l'aliquota è diversa da zero (00401). Nel riepilogo IVA gli stessi errori hanno i codici 00429 e 00430.Soluzione: per le operazioni senza IVA metti aliquota 0,00 e il codice natura giusto (es.
N2.2 per i forfettari) in ogni riga e nel riepilogo.Esempio: forfettario che lascia vuota la Natura con aliquota 0 → scarto 00400.
Causa: il codice destinatario non corrisponde a nessun canale registrato presso lo SDI: un errore di battitura o un codice inventato. Se il codice esiste ma il canale non è attivo, lo scarto è 00312.
Soluzione: chiedi al cliente il codice aggiornato. Se non lo conosce, usa
0000000 e valorizza la PECDestinatario. Per la PA usa il codice IPA a 6 caratteri.Esempio: codice dettato al telefono con una O al posto dello zero → scarto.
Causa: lo SDI ha già ricevuto, e non scartato, una fattura dello stesso cedente con lo stesso numero nello stesso anno. Se le due fatture uguali sono nello stesso file (lotto), il codice è 00409.
Soluzione: controlla in dashboard se la fattura risulta già "consegnata" o "non recapitata". Se sì, non rinviarla. Se la fattura precedente era stata scartata, puoi riemetterla con lo stesso numero entro 5 giorni: non è un duplicato.
Esempio: doppio clic su "Invia" che genera due trasmissioni a distanza di pochi secondi.
Causa: la data della fattura è successiva alla data in cui lo SDI la riceve.
Soluzione: verifica l'orologio del PC e del software. La data della fattura non può mai essere nel futuro rispetto al momento dell'invio.
Esempio: fattura datata 31/05/2026 inviata il 04/05/2026 per un errore di battitura.
Errori specifici per la PA
Se fatturi a un ente pubblico (formato FPA12), valgono regole aggiuntive previste dal DM 55/2013 e dalle linee guida AgID. Approfondisci nella nostra guida sulla fattura PA.
Causa: lo SDI non controlla il CIG (Codice Identificativo Gara) e il CUP (Codice Unico di Progetto): la fattura viene consegnata anche senza. È la PA a poterla rifiutare entro 15 giorni (DM 132/2020), e senza quei codici non può pagarla (art. 25 DL 66/2014). Sono obbligatori per la tracciabilità dei flussi finanziari (L. 136/2010).
Soluzione: chiedi alla stazione appaltante CIG e CUP e inseriscili nel blocco XML
<DatiOrdineAcquisto> o <DatiContratto>. Se la fattura è già stata rifiutata, la prassi più diffusa è stornarla con una nota di credito e riemetterla corretta.Esempio: appalto da 12.000 EUR senza CIG → rifiuto della PA (esito
EC02).
Causa: hai usato il formato FPR12 (privati) con il codice ufficio a 6 caratteri di un ente pubblico, oppure il formato FPA12 con un codice a 7 caratteri.
Soluzione: verifica il codice ufficio sull'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (indicepa.gov.it) e usa il formato FPA12 per la PA. Un buon software lo fa in automatico.
Esempio: fattura in formato FPA12 a un Comune con codice
0000000 invece del codice IPA → scarto.
Cosa fare quando ricevi una Notifica di Scarto
Il flusso operativo per gestire correttamente uno scarto SDI e questo:
- Apri il file XML della Notifica di Scarto: arriva via PEC o nell'area Fatture e Corrispettivi. Il file ha estensione
.xmle contiene il blocco<ListaErrori>con uno o piu codici. - Identifica il codice: confrontalo con la tabella di questa guida o con le specifiche tecniche AdE. Se ce ne sono piu di uno, risolvili tutti prima di reinviare.
- Correggi il file originale: agisci sul software o sull'XML, non creare una nuova fattura da zero.
- Mantieni stessa data e stesso numero: la circolare AdE 13/E del 2018 indica come soluzione preferibile la riemissione entro 5 giorni dalla NS con data e numero originali, senza un nuovo progressivo.
- Ritrasmetti: il software invia il nuovo XML con un nome file aggiornato (il progressivo invio cambia, il numero fattura no).
- Conserva entrambe le ricevute: la NS della fattura scartata e la nuova ricevuta di consegna. Servono in caso di verifica fiscale per dimostrare il rispetto dei termini.
"La fattura elettronica per la quale il Sistema di Interscambio abbia recapitato al soggetto trasmittente una ricevuta di scarto si considera non emessa." — Provvedimento Agenzia Entrate 30 aprile 2018, par. 2.4.
Errori meno comuni ma critici
Oltre ai codici principali, ne esistono alcuni piu rari che vale la pena conoscere:
00415— Mancano i dati della ritenuta a fronte di un contributo cassa soggetto a ritenuta (Ritenuta= SI).00417— P.IVA e CF cliente entrambi non valorizzati. Almeno uno dei due deve essere presente.00423— Valore diPrezzoTotalenon coerente con quantità × prezzo unitario − sconti (tolleranza di 1 centesimo).00428— Formato trasmissione (FPA12oFPR12) non coerente con la versione indicata nel file.00445— Natura con codice genericoN2,N3,N6, non più accettato dal 2021: usa i sottocodici (es.N2.1,N3.5,N6.3).00471— Cedente coincidente con il cliente (la stessa P.IVA come emittente e destinatario) in una fattura ordinaria.
Strumenti per evitare lo scarto
La soluzione piu efficace e validare il file prima di inviarlo. Abbiamo costruito due strumenti gratuiti per questo:
- Validatore XML — controlla struttura, calcoli e coerenza dei campi.
- Validatore XSD ufficiale — verifica la conformita allo schema dell'Agenzia delle Entrate.
- Visualizzatore fattura — rende leggibile il file XML in formato umano per il controllo finale.
Se preferisci automatizzare tutto, su Fatturah validiamo automaticamente la fattura prima dell'invio: gli errori piu comuni vengono bloccati a monte e non arrivano nemmeno allo SDI. Provalo gratis →
Gli errori di scarto più comuni, codice per codice
Ogni notifica di scarto riporta un codice numerico. Qui sotto trovi i più frequenti, con la causa e la correzione. Prima di reinviare, controlla la fattura con il validatore gratuito per non rischiare un secondo scarto.
Errore 00001 — Nome file non valido
Il nome del file XML non rispetta la nomenclatura richiesta (es. IT01234567890_00001.xml: codice paese + identificativo del trasmittente + progressivo). Rinomina il file secondo lo standard e reinvia.
Errore 00002 — Nome file duplicato
Hai già inviato un file con lo stesso nome. Incrementa il progressivo nel nome del file e reinvia.
Errore 00200 — File non conforme al formato
L'XML è malformato o non rispetta lo schema: tag non chiusi, elementi fuori ordine, namespace errato. È l'errore più generico e più comune. Passa il file nel validatore XSD ufficiale: ti indica la riga esatta del problema.
Errore 00201 — Superato il numero massimo di errori
Il file contiene più di 50 errori: lo SDI smette di elencarli. In genere indica un file generato male all'origine — conviene rigenerarlo da capo con un software affidabile piuttosto che correggere a mano.
Errore 00305 — IdFiscaleIVA del cliente non valido
La partita IVA del cessionario (il tuo cliente) non esiste in Anagrafe Tributaria. Verifica il numero con lo strumento di verifica P.IVA e chiedi conferma al cliente.
Errore 00311 — Codice destinatario non valido
Il codice destinatario indicato non esiste. Controlla di averlo trascritto bene (7 caratteri per B2B, 6 per la PA): puoi verificarne il formato qui. In mancanza di codice, usa 0000000 e valorizza la PEC.
Errore 00312 — Codice destinatario non attivo
Il codice esiste ma il canale non è attivo. Chiedi al cliente il codice aggiornato oppure usa 0000000 con la sua PEC.
Errore 00400 — Natura assente con aliquota zero
Hai indicato aliquota IVA 0% senza specificare la Natura dell'operazione (N1–N7). Tipico dei forfettari che dimenticano N2.2. Aggiungi il codice natura corretto in ogni riga e nel riepilogo.
Errore 00401 — Natura presente con aliquota diversa da zero
L'opposto del precedente: hai valorizzato la Natura ma anche un'aliquota IVA maggiore di zero. I due campi si escludono: o l'operazione è imponibile (aliquota > 0, niente natura) o non lo è (aliquota 0 + natura).
Errore 00404 — Fattura duplicata
Esiste già una fattura con stesso cedente, anno e numero. Se è un reinvio dopo scarto, va bene ritrasmettere lo stesso numero solo se la precedente è stata scartata; altrimenti usa il numero progressivo successivo.
Errore 00417 — Manca P.IVA o codice fiscale del cliente
Almeno uno tra IdFiscaleIVA e CodiceFiscale del cessionario deve essere presente. Per i privati senza partita IVA indica il codice fiscale.
Errore 00421 — Imposta non coerente
Il valore dell'imposta non corrisponde ad aliquota × imponibile (tolleranza di un centesimo). Quasi sempre è un arrotondamento fatto riga per riga invece che sul totale. Ricalcola l'imposta sul riepilogo.
Errore 00422 — Imponibile non coerente con le righe
L'ImponibileImporto del riepilogo non corrisponde alla somma dei PrezzoTotale delle righe con la stessa aliquota. Controlla sconti e arrotondamenti riga per riga.
Errore 00423 — Prezzo totale non coerente
Il PrezzoTotale di una riga non corrisponde a prezzo unitario × quantità (al netto di sconti/maggiorazioni indicati). Ricontrolla la riga segnalata.
Errore 00424 — Aliquota non in percentuale
L'aliquota va espressa in termini percentuali: 22.00, non 0.22.
Errore 00425 — Numero fattura senza cifre
Il numero fattura deve contenere almeno un carattere numerico: «FATT-A» viene scartata, «FATT-1/A» no.
Errore 00427 — Codice destinatario incoerente con il formato
Hai usato un codice destinatario di 7 caratteri con formato trasmissione FPA12 (riservato alla PA, che usa codici di 6 caratteri), o viceversa un codice di 6 caratteri con FPR12. Allinea FormatoTrasmissione e codice: B2B/B2C → FPR12 + 7 caratteri; PA → FPA12 + 6 caratteri.
Errore 00428 — Formato trasmissione incoerente
Il valore di FormatoTrasmissione non coincide con l'attributo versione dell'elemento radice. Devono essere identici (entrambi FPR12 o entrambi FPA12).
Non trovi il tuo codice? I codici di scarto sono decine: se la notifica riporta un errore diverso, valida il file contro lo schema ufficiale — nella maggior parte dei casi l'esito ti porta dritto alla causa.