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Nota di credito elettronica TD04: guida completa con esempi | Fatturah.it

Hai sbagliato un importo, il cliente ha reso la merce, hai concordato uno sconto dopo l'invio o devi annullare del tutto un documento già inviato allo SDI. In tutte queste situazioni non puoi cancellare la fattura elettronica: l'unico strumento corretto é la nota di credito elettronica con codice TD04. In questa guida vediamo quando usarla, come compilarla, le differenze con TD05 e TD08, i limiti temporali e tre esempi numerici concreti.

Cos'è una nota di credito elettronica

La nota di credito elettronica è un documento fiscale che riduce o annulla in tutto o in parte una fattura già emessa. Tecnicamente si chiama variazione in diminuzione e ha lo stesso valore probatorio della fattura: viaggia in XML tramite il SDI, va firmata digitalmente e conservata a norma per dieci anni.

Il suo ruolo legale è definito dall'articolo 26 del DPR 633/1972: è lo strumento con cui il cedente correggge l'imposta in fattura quando l'operazione viene meno o si riduce.

Art. 26, comma 2, DPR 633/1972: "Se un'operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione, viene meno in tutto o in parte... il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione l'imposta corrispondente alla variazione."

Differenza con la nota di debito: la nota di credito riduce l'importo della fattura originale (a favore del cliente). La nota di debito, identificata da TD05, lo aumenta — si usa quando in fattura era stato indicato un imponibile o un'IVA inferiore al dovuto.

Quando emetterla: i 5 casi tipici

Non si emette nota di credito a piacimento: l'art. 26 elenca i presupposti specifici. Nella pratica quotidiana ricorrono cinque scenari.

1. Reso totale o parziale di merce

Il cliente restituisce articoli per difetto, errore o ripensamento. Emetti TD04 per l'importo della merce resa, IVA inclusa: se totale azzera la fattura, se parziale storni solo le righe interessate.

2. Errore di importo o aliquota IVA

Hai applicato il 10% invece del 22%, sbagliato quantità o prezzo. Per ridurre usi TD04, per aumentare TD05 (vedi sotto).

3. Sconto o abbuono post-fatturazione

Concedi uno sconto dopo aver già emesso la fattura (quantità, fine anno, fidelizzazione). La nota di credito riporta lo sconto accordato e la relativa IVA da recuperare.

4. Risoluzione, recesso o annullamento del contratto

Il contratto viene meno per nullità, annullamento, risoluzione o recesso. La nota di credito azzera la fattura ricostituendo la situazione ex-ante.

5. Mancato pagamento del cliente

Dopo le modifiche dell'art. 26 c.3-bis e 5-bis introdotte dal D.L. 73/2021 ("Sostegni-bis"), il cedente può emettere TD04 già dalla data di apertura della procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta), senza attendere l'esito infruttuoso. Per le procedure esecutive individuali il diritto matura quando risultano infruttuose.

Tre TipoDocumento per gli storni

Lo SDI distingue tre codici nel campo XML <TipoDocumento> per le variazioni: sceglierli correttamente è fondamentale, sbagliare codice significa scarto o registrazione fiscale errata.

TD04 — Nota di credito
Il caso più comune. Si usa per diminuire imponibile o IVA fatturati in eccesso: resi, sconti, annullamenti, errori in più. Vale per B2B, B2C e per le fatture verso la PA con split payment (l'IVA segue il regime del documento originario).
TD05 — Nota di debito
Si usa quando in fattura hai indicato un importo o IVA in difetto e devi integrare. Esempio: applicato il 10% invece del 22% — emetti TD05 per la differenza con riferimento alla fattura originale. Non è uno storno ma un'integrazione.
TD08 — Nota di credito su autofattura / reverse charge interno
Storna un'autofattura emessa con codice TD16 (reverse charge interno, art. 17 c.5 e c.6 DPR 633/72). Caso meno frequente: lo incontrano forfettari che ricevono fatture estere o le imprese del settore edile/elettronica.

Quale TD scegliere? Tabella di riepilogo

ScenarioCodiceEffetto
Reso merceTD04Riduce imponibile e IVA
Sconto post-fatturazioneTD04Riduce imponibile e IVA
Errore in eccesso (ho fatturato troppo)TD04Riduce
Errore in difetto (ho fatturato poco)TD05Integra
Aliquota IVA inferiore al dovutoTD05Integra solo l'IVA
Storno autofattura reverse charge internoTD08Riduce autofattura TD16
Risoluzione contrattoTD04Azzera fattura

Limiti temporali e fiscali

Il termine entro cui puoi emettere la nota di credito dipende dal motivo. Confondere questi termini significa perdere il diritto a recuperare l'IVA.

Reso, sconto, risoluzione: nessun limite temporale

Quando la rettifica deriva da accordi tra le parti, sopravvenuto reso o risoluzione del contratto, l'art. 26 c.2 non pone limiti temporali: puoi emetterla anche dopo anni, purché il presupposto sia documentato.

Errore o inesattezza: 12 mesi dall'evento

Quando la rettifica dipende da un errore tuo (imponibile, aliquota, dati cliente non coperti da accordi), l'art. 26 c.3 fissa un termine di un anno dall'effettuazione dell'operazione. Oltre i 12 mesi puoi ancora correggere il documento, ma non recuperi più l'IVA.

Mancato pagamento: dall'apertura della procedura concorsuale

Dopo il D.L. 73/2021 il diritto a emettere TD04 matura dalla sentenza dichiarativa di fallimento o dal provvedimento di apertura di concordato preventivo, liquidazione coatta o amministrazione straordinaria; dalla data in cui la procedura esecutiva individuale risulta infruttuosa; o dalla pubblicazione di accordi di ristrutturazione e piani attestati.

Art. 26 commi 2-5 DPR 633/1972 — testo coordinato post Sostegni-bis: distingue variazioni "fisiologiche" (resi, sconti, risoluzioni), errori (entro 12 mesi) e procedure concorsuali (dall'apertura).

Quando matura il diritto a recuperare l'IVA

L'IVA della nota di credito si detrae entro la dichiarazione IVA dell'anno in cui è sorto il diritto (art. 19 c.1 DPR 633/72): emessa a dicembre 2026, IVA recuperabile al più tardi nella dichiarazione presentata entro il 30 aprile 2028.

Esempi numerici concreti

Tre casi reali con il calcolo riga per riga.

Esempio A — Storno totale fattura 1.000 € + IVA 22%

Fattura per una consulenza annullata dal cliente per recesso: 1.000 € imponibile + 220 € IVA = 1.220 € totali. La nota azzera tutto.

VoceFattura originaleNota di credito (TD04)
Imponibile1.000,00 €1.000,00 €
IVA 22%220,00 €220,00 €
Totale1.220,00 €1.220,00 €
RiferimentoFT 45/2026NC 12/2026 → FT 45/2026

Esempio B — Sconto post-fatturazione del 10% su 5.000 €

Fattura da 5.000 € + IVA 22% (totale 6.100 €). A fine anno concedi uno sconto fedeltà del 10%: 500 € di imponibile + 110 € di IVA. Nota di credito da 610 €.

VoceImporto
Imponibile da stornare500,00 €
IVA 22% da recuperare110,00 €
Totale nota di credito610,00 €
RiferimentoNC 13/2026 → FT 30/2026

Esempio C — Errore aliquota: 10% invece di 22% su 800 €

Fatturati 800 € applicando per errore il 10% (IVA 80 €) anziché il 22% (IVA 176 €). Devi integrare l'IVA mancante con TD05: differenza di 12 punti.

VoceErratoCorrettoDifferenza (TD05)
Imponibile800,00 €800,00 €0,00 €
IVA80,00 € (10%)176,00 € (22%)96,00 €
Totale880,00 €976,00 €96,00 €

La nota di debito riporta solo i 96 € di IVA da integrare, con riferimento alla fattura originale.

Come compilare la nota di credito

Tecnicamente la nota di credito segue la stessa struttura XML della fattura, con quattro accortezze.

1. Dati identificativi del documento

  • <TipoDocumento>: TD04 (o TD05 / TD08 a seconda del caso);
  • <Data>: data di emissione della nota (non quella della fattura originale);
  • <Numero>: progressivo. Puoi usare la stessa serie delle fatture (es. 2026/47) o una serie dedicata (es. NC/2026/12): l'importante è che sia unica e progressiva.

2. Riferimento al documento originale (obbligatorio)

Nel blocco <DatiFattureCollegate> indica <IdDocumento> (numero fattura originale) e <Data> (data fattura originale). Senza questo collegamento la nota è formalmente valida ma fiscalmente "orfana" e può generare contestazioni.

3. Importi sempre in positivo

Nel formato XML del SDI non sono ammessi importi negativi. Inserisci imponibile e IVA in positivo: la natura "in diminuzione" è data esclusivamente dal codice TD04. Il software contabile registrerà il movimento con segno opposto.

4. Causale (consigliata)

Il campo <Causale> non è obbligatorio ma fortemente consigliato: "Storno fattura n. 45/2026 per reso merce", "Sconto fedeltà 2026". Aiuta te in conservazione e il cliente in registrazione.

Cosa NON è una nota di credito

Tre errori frequenti che generano scarti o problemi in dichiarazione.

  • Fattura scartata dallo SDI: se la fattura è stata scartata, non serve TD04. Si corregge l'XML e si rinvia entro 5 giorni con la stessa numerazione: lo scarto annulla l'invio, non la fattura.
  • Fattura mai inviata allo SDI: se la bozza non è mai partita non c'è nulla da stornare. Cancella la bozza, non emettere nota di credito.
  • Provvigioni interne, storni tra reparti, giroconti contabili: non sono operazioni IVA-rilevanti. La nota di credito serve solo per rettificare operazioni già documentate da fattura.

Conservazione e contabilizzazione

La nota di credito segue le stesse regole delle fatture: conservazione sostitutiva a norma per 10 anni (art. 39 DPR 633/72 e DM 17/06/2014). Il SDI fornisce il servizio per i soggetti aderenti, in alternativa puoi affidarti al tuo software.

Contabilmente, la nota va registrata sul registro IVA vendite con segno opposto (in detrazione) per il cedente, e sul registro IVA acquisti con segno opposto per il cessionario. Puoi controllare l'XML prima dell'invio con il validatore XML o leggere il file ricevuto con il visualizzatore di fatture elettroniche.

Software e strumenti

Compilare a mano una nota di credito significa replicare anagrafica cliente, recuperare il riferimento alla fattura originale, copiare le righe, mantenere coerente la numerazione e ricontrollare aliquote e codici natura: un'attività ad alto rischio errore.

Su Fatturah.it generi una nota di credito da una fattura esistente con un click: il software duplica le righe in modalità storno, compila automaticamente <DatiFattureCollegate>, imposta TD04 (o TD05/TD08) e invia tutto allo SDI. Funziona anche per forfettari e per la PA con split payment. Provalo gratis →

Domande frequenti

Devo numerarla diversamente dalle fatture?

Non è obbligatorio: puoi tenere la stessa serie progressiva delle fatture o usarne una dedicata (es. NC/2026/01). L'importante è che la numerazione sia unica, progressiva e senza salti all'interno della serie scelta.

Posso emettere nota di credito senza accordo del cliente?

Sì, se il presupposto è oggettivo (errore tuo, applicazione errata di aliquota, fattura emessa per errore): l'art. 26 DPR 633/72 ti consente di rettificare unilateralmente. Per resi e sconti, invece, serve l'accordo o un evento contrattuale documentato. In ogni caso il cliente non può rifiutare una nota di credito formalmente corretta consegnata via SDI.

Recupero IVA: in quale dichiarazione?

L'IVA della nota di credito si detrae nella liquidazione IVA del periodo di emissione e va riportata nella dichiarazione IVA annuale dell'anno in cui è sorto il diritto. Termine ultimo: dichiarazione IVA dell'anno in cui matura il diritto, da presentare entro il 30 aprile dell'anno successivo.

Cosa succede se sbaglio la numerazione della nota di credito?

Un salto o una duplicazione di numerazione costituisce irregolarità formale. Non genera scarto SDI (che non controlla la sequenza), ma può essere contestato in sede di verifica. La sanzione è lieve (da 250 a 2.000 EUR ex art. 9 DLgs 471/97) e si sana con dichiarazione integrativa.

TD04 vs TD08: come scelgo?

Semplice: TD04 storna una fattura ordinaria (TD01, TD24, ecc. emesse da te). TD08 storna invece una autofattura per reverse charge interno (TD16) che hai emesso tu come acquirente. Se non emetti autofatture, in pratica usi sempre TD04.

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